Introduzione Storico-artistica

L’oratorio di Sant’Antonio Abate si trova nel centro storico di Perugia, nel Borgo Medievale di Sant’Antonio attualmente conosciuto come corso bersaglieri. la confraternita dei “civici disciplinati” di Sant’Antonio Abate è stata fra le più antiche presenti in città, se ne hanno notizie a partire dai primi decenni del 1300. l’ospedale ad essa collegato è menzionato fin dal 1340 col nome di “hospitale disciplinatorum sancti antonii”. L’oratorio della confraternita ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli ma si presume che la struttura originaria risalga al periodo compreso tra il XIII e il XIV secolo.

L’interno è uno spazio a sala di forma rettangolare irregolare di circa 7.00 metri per 12.00 coperto da una volta a botte ribassata semiellittica  con otto lunette e unghiature. L’imposta della volta è evidenziata da una cornice a rilievo che corre su tre lati mentre sulla parete di fondo è semplicemente dipinta. In questa stessa parete, inoltre, è visibile la sagoma del vecchio altare ligneo cinque-seicentesco ora scomparso. Le due porte di legno dipinto poste in prossimità della parete di fondo sono settecentesche, quella sul lato lungo accede ad una piccola sacrestia  attualmente non praticabile per un dissesto della volta di copertura; l’altra porta è murata. La pavimentazione, rialzata rispetto al piano stradale, è interamente costituita da pianelle in cotto, di forma rettangolare fatte a mano, posate su strato incoerente di terra e detriti e poste a spina di pesce in diagonale, per tutto lo spazio centrale, tranne due fasce laterali di circa 1 metro con pianelle disposte a correre lungo i lati lunghi.

L’ambiente è interamente decorato. Sulla retrofacciata è possibile ammirare un’interessante crocefissione cinquecentesca, dipinta a fresco, della scuola del perugino. Ai lati del cristo in croce si distinguono i santi bernardino da siena e girolamo.

L’oratorio subì un importante ristrutturazione nel 1735. Agli anni successivi risalgono tutte le altre decorazioni delle pareti e della volta.

Sulla volta, le interessanti quadrature prospettiche, opera del perugino pietro carattoli (1703-1766), producono una mirabile illusione architettonica che sfonda le pareti della volta moltiplicando illusionisticamente lo spazio per dare massimo risalto all’ascesa in cielo di sant’antonio abate in mezzo ad un tripudio colorato di angeli festanti. Il santo anacoreta è vestito con abiti pastorali e alcuni angeli afferrano e trasportano i simboli iconografici del santo: il bastone, il campanello, la regola e il fuoco. Le pregevoli figure sono opera del pittore perugino di origini marchigiane francesco appiani (1704-1792).

Le 8 lunette della volta ornate da volute, ricci floreali e vegetali con frutta che, in modo alternato, decorano finti paramenti architettonici con scudi e vasi rocaille su pseudo basamenti con teste di angeli. Tali decorazioni, come le quadrature delle pareti laterali, i riquardi e le varie decorazioni d’arredo, sono opera del pittore perugino nicola giuli (1722-1780).

I 4 riquadri ovali, verso i lati più corti dell’oratorio, dipinti in chiaroscuro sono scene allegoriche che simboleggiano la fortezza cristiana e la religione (verso la controfacciata) la penitenza e la carità (parete di fondo). Le due scene, sempre in chiaroscuro, al centro delle pareti laterali, racchiuse tra ricche cornici ornamentali, rappresentano scene della vita di sant’antonio abate e in particolare la morte del santo tra le braccia di due accoliti a destra e il miracolo della fonte d’acqua che compare dalle rocce del deserto sono tutte opera di francesco appiani.

Sulla parete di fondo dell’oratorio è visibile l’impronta lasciata dallo smontaggio del vecchio complesso d’altare cinque-seicentesco che verso la fine del XVIII secolo venne spostato nella chiesa di sant’antonio abate sempre in corso bersaglieri e ancora oggi visibile.