Monumento Funebre Pietro Desideri

Introduzione Storica Artistica

Si tratta di un sepolcro di base rettangolare costituito nella parte bassa da una lastra in marmo bianco di Carrara incorniciata con lastre di Bardiglio, dove si legge l’epigrafe (con lettere di piombo):
“QUI
UNITO AL TANTO AMATO FIGLIO
RIPOSA
FRANCESCO DESIDERI
DI ANI 55
29. LUGLIO. 1923
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PIETRO DESIDERI
NATO 24 OTTOBRE 1901
MORTO 14 FEBBRAIO 1950
LA VEDOVA ADDOLORATA
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COSTANZA GARDINI VED. DESIDERI
N. 19-2-1863 – M. 31-3-1954
143”

La struttura in pietra serena fa un richiamo al trono di Re che per la sua tipologia formale si potrebbe considerare di stile Art Deco, ma per il periodo nel quale fu realizzato dovrebbe considerarsi influenzato dallo stile Liberty (Art Noveau), nella parte frontale della base e con lettere di rame si legge:

“AGUSTO DESIDERI
1899 1914”

Nel livello successivo, ovvero la parte della seduta, è presente un piccolo medaglione con dentro una fotografia piuttosto alterata. Successivamente, nello schienale di questo trono, vi sono due lastre di breccia una delle quali è collassata e in parte persa. La parte superiore dello schienale presenta una scritta incisa nella pietra serena:

“PIEGO’ COME
PALLIDO GIACINTO”

Sul trono era collocata una statua in bronzo raffigurante un giovane seduto in veste borghese del novecento che rivolge lo sguardo verso lo spettatore e che nelle mani ha un libro aperto. Necessario è però soffermarsi nella descrizione di questa scultura bronzea già che è di un alto livello artistico e di dimensioni notevoli. Il ragazzo occupato in una delle sue letture quotidiane, seduto con le gambe crociate, è come se improvvisamente venisse interrotto da noi spettatori rivolgendoci lo sguardo in maniera serena e interessata. La tecnica esecutiva di questo bronzo è meravigliosa, curata nei minimi dettagli come le scarpe, la veste, il libro e il volto.
Il complesso sepolcrale è arricchito da tre vasi, uno cubico in pietra serena e altri due in marmo bianco, uno dei quali è perso quasi totalmente.
Notizie storico critiche:
Il monumento funerario di Augusto Desideri si trova nella sezione M (detta della Montagnola) all’estremo meridionale della Fortezza, dentro al Cimitero Monumentale delle Porte Sante a San Miniato al Monte.
La Fortezza di San Miniato, opera michelangiolesca voluta da Cosimo I de’Medici, fu realizzata per contrastare l’assedio del 1529-1530, dentro della quale si trova la basilica romanica di San Miniato al Monte che è databile al XI – XII secolo e consacrata al martire San Miniato che, secondo la legenda, giunse a Firenze nel 250.

La prima concezione del Campo Santo sul retro della basilica, sorge nella seconda meta del XVIII secolo quando nel 1773 il prof. Giovanni T. Tozzetti redatta un progetto di massima che destinava a cimitero l’intera Fortezza di San Miniato. Poi nel 1839 l’avvocato Giuseppe Tassinari scrisse frasi che rivelavano come la solennità del luogo sembrasse creata apposta per la meditazione intorno alla morte. Il 2 marzo 1844 una risoluzione Granducale incaricava la progettazione di un cimitero all’architetto Matas, ma per diverse questioni incerte i lavori furono rinviati fino il 19 dicembre 1849, anno in cui si cominciò con la parte antistante della Basilica, sempre col progetto approvato dal Granduca e che il Matas stesso condusse fino al 1855. Quasi dieci anni dopo, nel 1864, viene reso pubblico un nuovo progetto all’architetto Mariano Falcini per l’utilizzo dell’intera Fortezza. In questa circostanza venne però consentito al Falcini di fare sventrare la muraglia della Fortezza per un ingresso monumentale dinanzi alla Basilica. Da un sepoltuario pubblicato dal Cerboni sembra che le prime inumazioni risalgono al 1857.
Il sepolcro di Augusto Desideri è composto di una parte lapidea strutturale e da una scultura bronzea. La struttura è d’autore anonimo mentre la scultura reca una scritta che riporta: “Fond. G. Vignali Firenze”. Su questo argomento è importante ricordare che tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e la prima metà del Novecento la Fonderia Vignali è considerata tra le più importanti sul territorio fiorentino anche perché sopravvissuta allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che durerà fino alla morte del proprietario Gusmano Vignali avvenuta nel 1953.
L’8 giugno 2001 si è verificato un tentativo di furto nella zona cimiteriale e tra le opere strappate si indica la scultura di Augusto Desideri che, grazie alla perizia e al coraggio di un custode del cimitero, questa e altre opere di alto valore artistico sono state recuperate e messe in sicurezza in un cortile interno del cimitero.

Stato di Conservazione

Dopo una prima revisione del complesso sepolcrale risulta evidente che lo stato di conservazione è critico. Le principali problematiche che presenta l’opera sono:

  •  Deposito superficiale coerente ed incoerente sui piani orizzontali degli elementi costitutivi in pietra serena marmo e del bronzo.
  • Croste calcaree (tipo scialbatura) in zone della lastra di marmo.
  • Degrado differenziale presente nelle lastre di breccia che decorano lo schienale del trono.
  • Esfoliazione presente soprattutto nella parte inferiore della base del trono in pietra serena dovuta forse alla risalita capillare.
  • Fratturazione nelle lastre di breccia, in gran parte del trono in pietra serena e del vaso in marmo.
  • Macchie di rame sulla seduta in pietra serena dovuta alla presenza della scultura in bronzo.
  • Mancanza di gran parte di un vaso in marmo, anche di più della metà di una lastra in breccia e di alcuni elementi in pietra serena, così come la mancanza della scultura in bronzo che è messa in sicurezza dentro un cortile dei custodi del Cimitero.
  • Scagliature presenti nella pietra serena nella parte superiore dello schienale del trono.
  • Patina biologica presente su gran parte della superficie del sepolcro.
  • Patina ossidata presente in alcune aree della scultura in bronzo e patina cosiddetta nobile.

Il Restauro

Dopo la valutazione dello stato di conservazione si procederà con la documentazione fotografica del sepolcro per indicare le varie fasi di restauro. In conformità al lessico del Normal-1/88, relativo alle «Alterazioni Macroscopiche del Materiale Lapideo», verranno identificate le aree deteriorate. Contemporaneamente si auspica l’esecuzione di appropriate indagini scientifiche sia dei materiali lapidei che dei metalli.

Metodologia d’intervento

MATERIALE LAPIDEO

  • Spolveratura generale e specifica della superficie con pennelli a setole morbide di diverse dimensioni per la rimozione dei depositi incoerenti presenti sull’opera.
  • Trattamento degli elementi in metallo presenti nel complesso (medaglione in bronzo, ancoraggi della scultura rimasti dopo l’asporto della stessa).
  • Possibile rimozione dei pezzi di ferro che servivano come ancoraggio alla scultura in bronzo e che sono rimasti esposti dopo il tentativo di furto nel 2001 della scultura.
  • Trattamento e rimozione di patine biologiche tramite biocida a seguito di altra rimozione dei depositi incoerenti mediante spolveratura.
  • Preconsolidamento delle scaglie sollevate negli elementi in pietra serena.
  • Rimozione dei depositi coerenti mediante impacchi con soluzione acquosa contenenti sostanze che ne favoriscono la rimozione (i prodotti saranno scelti solo dopo test preliminari localizzati sui diversi tipi di materiale con tempistiche diverse).
  • Rimozione di efflorescenze saline dal basamento del trono tramite impacchi di acqua demineralizzata.

Pulitura con acqua demineralizzata nebulizzata a seguito della pulitura meccanica con bisturi, e spatole dei residui crostosi della patina biologica e altre depositi coerenti.

  • Consolidamento della superficie tramite prodotti compatibili al materiale trattato.
  • Incollaggio e consolidamento delle parti a rischio di perdita.
  • Integrazione delle parti mancanti (a considerazione e previa autorizzazione della Soprintendenza).
  • Stuccature tramite polvere di marmo oppure polvere in pietra serena a seconda dei casi con microemulsione acrilica come legante.
  • Ripresa estetica se necessaria adoperando sempre materiale reversibile ma adatto alle condizioni ambientali.
  • Applicazione del protettivo.
  • Ricollocazione e ancoraggio della scultura in bronzo nel suo posto originale (previo restauro della scultura) a seguito delle stuccature necessarie.
  • Schedatura del piano di manutenzione.

METALLI

  • Spolveratura generale e specifica della superficie con pennelli a setole morbide di diverse dimensioni per la rimozione dei depositi incoerenti presenti sull’opera.
  • Trattamento e rimozione della patina ossidata fino ad arrivare alla patina così detta nobile tramite tamponatura localizzata (questi tamponi si faranno dopo una accurata scelta risultante dei diversi saggi di pulitura localizzati con prodotti e tempistiche diverse).
  • Pulitura meccanica con bisturi e spatole dei residui crostosi e di altri depositi coerenti.
  • Reintegrazione delle parti mancanti, in questo caso dei nuovi ancoraggi che serviranno per fissare la scultura sul trono in pietra serena (previa autorizzazione della Soprintendenza).
  • Applicazione del protettivo.
  • Ricollocazione e ancoraggio della scultura in bronzo nel suo posto originale (previo restauro del sepolcro) a seguito delle stuccature necessarie.
  • Schedatura del piano di manutenzione.