Monumento Funebre di Pasquale Villari

Introduzione Storica Artistica

Il monumento funebre è realizzato in marmo, per quanto riguarda la lapide, e in pietra serena il basamento con cornici modanate. Sulla lapide vi è presente un’immagine di profilo del defunto in rilievo, circondata da una scritta incisa e niellata in piombo, che recita “Suo ideale fu il rinnovamento d'Italia”. Il tutto è circondata da una cornice anch'essa in pietra serena.

Stato di Conservazione

La lapide in marmo si presenta in cattivissimo stato di conservazione a causa del fenomeno di deformazione e sollevamento superficiale e localizzato del materiale che ha creato varie fratture, di cui le più preoccupanti sono due lesioni gravi. La prima interessa sia il bordo superiore sia parte del rilievo del defunto. La seconda è situata sull'orlo sinistro della stessa lapide. Le due fratture potrebbero causare un cedimento interno del marmo sepolcrale con una degradazione che si manifesta con la formazione di soluzioni di continuità nel materiale, diffusamente presente una patina biologica in uno strato sottile, morbido e omogeneo, aderente alla superficie. La patina biologica è costituita da microrganismi cui possono aderire polvere, terriccio, ecc.

L'iscrizione si presenta lacunosa in molte sezioni in piombo a causa della mancanza delle lettere medesime. Presenza di vegetazione superiore come muschi e piante sia sulla lastra che nel perimetro del basamento.

Il Restauro

Si prevedono le seguenti fasi operative:

a) Documentazione fotografica prima, durante e dopo il restauro.

b) Documentazione grafica degli agenti di degrado.

c) Trattamento e rimozione degli organismi biodeteriogeni mediante applicazione di biocida a base di sali di ammonio quaternario (tipo Biotin R altro specifico richiesto dalla D.L.).

Il prodotto sarà steso a pennello e laddove necessario sarà applicato a iniezione.

d) Spolveratura di tutti i depositi superficiali, compresi quelli più coerenti di vario spessore. La

pulitura sarà eseguita a secco con pennelli di setole morbide e aspirapolvere.

e) Preconsolidamento localizzato nelle parti più degradate.

f) Rimozione meccanica delle alghe e dei licheni e per la rimozione della patina biologica si

interviene con impacchi di perossido di idrogeno.

g) Pulitura chimica delle superfici in marmo e in bardiglio finalizzata alla rimozione completa

dei biodeteriogeni e dei depositi più consistenti e concrezionati. Verranno eseguite prove

preliminari con vari metodi pulitura i saggi saranno eseguiti nelle parti meno visibili con:

- solventi e acqua distillata. Se necessario l’operazione potrà prevedere mediante impacco

chimico, rimuovendo il materiale mediante spazzolini a setole morbide ed effettuando

risciacquo finale delle superfici con spazzolini/nebulizzatori e spugne;

- impacchi localizzati con polpa di cellulosa e soluzione al 10% di carbonato d’ammonio con

differenti tempi di posa.

- in casi particolari, ovvero laddove il modellato era particolarmente delicato e con rischi di

cadute, sarà impiegata la strumentazione Laser, che permette la rimozione dei depositi

senza contatto diretto con le superfici.

h) Consolidamento delle superfici lapidee, mediante il trattamento realizzato tramite la stesura

di silicato d’etile in White spirit con impiego di pennelli e siringhe fino ad imbibizione e

rifiuto, tamponando gli eccessi.

i) Sopporto della lapide in marmo con un panello in Aerolam sagomato a misura sottolivello

(pannelli multistrato a nido d'ape in alluminio spessore minimo 2 o 3 cm).

j) Consolidamento strutturale delle grosse fratture mediante incollaggio con resina

epossidica bicomponente.

k) Stuccature delle fratture o eventuali discontinuità tramite idonee malte e strumenti di precisione, effettuando una colmatura a livello e compattando la malta anche a più riprese fino a finitura.

I leganti della malta saranno di calce idraulica desalinizzata (Lafarge o altro prodotto idoneo all’uso specifico) caricata con inerti costituiti di polvere di marmo e sabbie silicee, selezionate in base alle caratteristiche del supporto trattato (cromia, grana, resistenza meccanica). Saranno impiegate terre superventilate, selezionate per colore e provenienza, per raggiungere la  tonalità della pietra originaria. Se necessario, per rendere più resistente la malta, saranno impiegate resine acriliche (tipo AC33 o altro prodotto idoneo all’uso specifico) in soluzione al 3%.

l) trattamento delle grappe in ferro mediante la conversione e protezione applicata a pennello di una vernice satinata.

m) trattamento delle lettere in piombo per mezzo di una pulitura meccanica.

n) Ripresa pittorica delle scritte incise e dove sono presenti discontinuità cromatiche tali da

essere causa di disturbo nella lettura dell’opera. L’operazione sarà eseguita per riprese o velature in sottotono mediante pennelli di precisione con colore miscelato a pigmenti di terre super ventilate, collanti reversibili.

o) Trattamento protettivo delle superfici finale sarà steso un protettivo che prolunghi nel tempo

la conservazione.