Le sculture presso Villa Corsi Salviati

Progetto

Restauro delle sculture lapidee

Luogo

Villa Corsi Salviati - Sesto Fiorentino (FI)

Durata

Restauro in corso

Committente

Introduzione storico artistica

Villa Corsi Salviati è una delle più belle ville nei dintorni di Firenze, situata nel comune di Sesto Fiorentino. Il giardino di villa Guicciardini Corsi Salviati rappresenta, nella storia dei giardini storici, un'importante testimonianza, in quanto contiene stratificazioni e trasformazioni stilistiche succedutesi in almeno trecento anni di storia a partire dal 1500.

Il Cinquecento

Le prime notizie sulla villa e sul giardino risalgono agli inizi del XVI secolo. L'aspetto della villa di Simone Corsi è raffigurato in una lunetta attribuita a Bernardo Poccetti posta all'interno dell'abitazione e che raffigura la veduta della villa dal giardino come composta da due piani più una grande altana, la colombaia, una loggia al primo piano e il giardino formale con aiuole rettangolari e una vasca al centro.

Il Seicento

Le prime trasformazioni della villa e del giardino avvennero intorno alla metà del Seicento. La villa venne ingrandita e profondamente modificata nell'aspetto. Oggi però non è possibile valutare le pitture ad affresco del Del Bianco, poiché scomparse. Di nuovo la villa fu ristrutturata nel secolo successivo da un architetto del quale non è menzionato il nome nei documenti.

In particolar modo il giardino subì un'impressionante evoluzione, acquistando particolare estensione e ricercatezza, sia per la cura dedicata ai giochi d'acqua, sia per l'impianto architettonico sempre più accurato.

Il Settecento

La più grande trasformazione di tutto il complesso avvenne nel XVIII secolo quando villa e giardino vennero ad assumere le forme che, restaurate, sono giunte fino a noi. Il primo lavoro fu quello di apportare un maggior quantitativo di acqua attraverso nuovi condotti, al fine di potenziare le vasche esistentie poterne costruire di nuove.

La villa venne trasformata così come appare allo stato attuale: le facciate furono ornate con decorazioni e stucchi; agli angoli dell'edificio furono create quattro torri terrazzate con logge, sormontate da balaustre decorate da statue, pinnacoli ed urne. Il palazzo acquistò nel complesso un'apparente simmetria e una maggiore preziosità, che ricorda alcune costruzioni barocche romane.

L'Ottocento

Nel XIX secolo, il giardino subì ripetuti e importanti cambiamenti. Per primo venne costruito un lago artificiale, sul quale era stata realizzata un'isoletta che ospitava una capanna rustica collegata da un ponticello di pietra con i corrimani in ferro battuto, che ancora oggi esistono. L'area del parco fu resa più "naturale" creando due collinette e introducendo alberi d'alto fusto e cedri del LIbano nel prato di limoni, che venne così integrato nell'area boschiva.

Un'ulteriore trasformazione vide la ditruzione delle antiche aiuole settecentesche del parterre, per far posto a numerose palme, inserendo, con notevoli risultati scientifici, la coltivazione di piante esotiche di cui veniva fatto commercio e per le quali divenne famoso in tutta Europa. Furono costruite, inoltre, due serre per le piante, alimentate da potenti stufe a vapore. Anche il bosco subì delle trasformazioni verso l'allora dominante stile all'inglese, con la realizzazione di sentieri sinuosi, che costeggiavano radure ampie, attrezzate con tavolini e sedie in pietra.

Successivamente vennero coltivate particolari collezioni di piante ornamentali tra cui agrumi, rare orchidee, palme e roselline di Firenze.

Il Novecento

Il conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati, abbandonata la coltura delle specie esotiche, restaurò, in base ai documenti d'archivio in suo possesso, il giardino nella forma settecentesca, ma senza distruggere totalmente ciò che i diversi periodi culturali avevano realizzato, rispettando l'arte in tutte le sue forme e riadattando gli ornamenti presenti nel giardino. Il parterre venne ricostruito riportando alla luce il disegno barocco che lo aveva caratterizzato nella seconda metà del Settecento.

Gli unici elementi rimasti inalterati nei secoli erano gli arredi lapidei (statue, orci e altro), occultati fino ad allora dall'invadente vegetazione, e le peschiere ellittiche, che furono restaurate e decorate da mosaici policromi. La due serre vennero demolite.

I lavori, interrotti durante la prima guerra mondiale, furono ripresi immediatamente poco dopo, con la sistemazione del bosco all'inglese, ridefinito seguendo un disegno regolare impostato cu assi prospettici e canali ottici, in modo da creare una connessione tra il parterre e la villa. Il bosco venne così diviso in tre parti: la parte del laghetto, rimasta intatta, quella più vicina al parterre, svuotata e recintata da seipi di alloro intervallati da lecci squadrati, e una terza stanza squadrata al centro con al centro una vasca rotonda corcondata da reseti. Verso il muro di cinta, a chiusura della stanza, venne ricostruito il labirinto. Lo spazio dove erano collocate le serre invece venne riportato al prato, come in antichità, abbattendo i cedri secolari.

La limonaia, restaurata nella seconda metà degli anni '80, è oggi utilizzata come teatro d'avanguardia gestito dal Comune di Sesto Fiorentino, ed è sede di una scuola di teatro.

Inizieranno a giugno 2021 i primi interventi di restauro dei nostri allievi e dei nostri docenti presso la Villa Corsi Salviati per il restauro delle statue presenti all'interno dei giardini della villa.

 
Posted in Cantieri scuola, Restauri, Restauro Lapideo.