La Sala Affreschi di Palazzo Panciatichi – Consiglio Regionale della Toscana

Progetto

Restauro delle pitture murali e suppellettili lignee

Luogo

Sala Affreschi - Palazzo Panciatichi detto Palazzo del Pegaso via Cavour, 4 Firenze

Durata

31/12/2018 - 31/12/2019

Committente

Consiglio Regionale della Toscana

La collaborazione tra Palazzo Spinelli e il Consiglio Regionale della Toscana nasce con la sottoscrizione il 21 dicembre 2018 di un contratto di  Sponsorizzazione Tecnica per gli interventi di restauro sui paramenti murali e suppellettili lignee, quali il soffitto cassettonato, porte e architravi, della Sala Affreschi sita al secondo piano di Palazzo Panciatichi detto Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio Regionale della Toscana.

L'intervento di conservazione e restauro degli apparati decorativi della Sala è stato il motore propulsore di una serie di progetti correlati volti a creare un modello di tutela e valorizzazione a 360° applicabile ed esportabile a tutti i Beni Culturali; si è passati quindi dal restauro che ha visto coinvolti gli studenti dei corsi triennali e corsi brevi di Restauro Pitture Murali  nonché ex studenti, all'organizzazione di visite guidate all'interno del cantiere curate dai docenti e staff di Palazzo Spinelli e non da ultimo gli studenti del Master in Conservazione dei Beni  Culturali hanno curato uno approfondito studio e ricerca su tutto il "tempo vita" dell'opera correlandolo con una proposta dettagliata di valorizzazione e musealizazione.

PRIMA FASE:

Dopo aver eseguito tutte le operazioni preliminari di prepulitura a secco manuale diffusa con pennellesse e piccoli aspiratori, la prima fase ha riguardato il preconsolidamento delle scaglie di pellicola pittorica sollevata tramite iniezioni a tergo di  con iniezioni di resina acrilica e successivo tamponamento della superficie con spugne naturali imbevute d'acqua deionizzata, interponendo fogli di carta giapponese.

Terminata questa operazione si procederà alla rimozione della carta, a conclusione del tempo di adesione, con spugne e cotone imbevute d'acqua deionizzata.

Durante questa fase sono stati anche rimossi gli elementi ritenuti inidonei (perni, grappe, chiodi, tasselli) a seguito di confronto con il DD.LL.

SECONDA FASE:

La seconda e delicata fase è consistita nell’intervento di pulitura che è stata eseguita tramite una spolveratura generale di tutta la superficie con pennelli in setola morbida e gomme tipo wishab; successivamente la rimozione del particellato solido depositato e carbonioso  è stato condotta in modo diversificato a seconda della stabilità e sensibilità ai mezzi acquosi della pellicola pittorica con applicazione di acqua addizionata a tensioattivo stese a pennelli eventualmente supportata in gel previa applicazione di carta giapponese e successivamente tamponata con spugne naturali imbevute d'acqua deionizzata sempre tramite  una strato di carta giapponese di idonea grammatura, a contatto della superficie dipinta. Per le superfici lignee e stato usato un solvente idoneo al fine di rimuovere le resine e vernici invecchiate e imbrunite.

TERZA FASE:

La fase successiva alla pulitura è consistita nel consolidamento dell'intonaco pittorico che presenta  e vistosi sollevamenti dal supporto e effettuato tramite iniezioni di una malta idraulica minerale priva di sali. I consolidamenti delle grandi lesioni sono stati effettuati mediante utilizzo di iniezioni di miscele adesive con proprietà idrauliche a basso contenuto salino additivate con idonee resine che ne garantiscano l’elasticità, previa messa in sicurezza delle porzioni limitrofe alle lesioni, pulitura delle cavità con aspirazione, umidificazione delle cavità; sulle lesioni di maggior rilievo sono state applicati  elementi in fibre composite di idoneo materiale e in numero idoneo ancorate con resine epossidiche.

QUARTA FASE:

Dopo un'attenta e puntuale stuccature di tutte le micro e macro lesione e lacune presenti su tutte le superfici murarie e lignee si è proceduto con l’integrazione pittorica delle numeroselacune del testo pittorico tramite più velature sensibilizzate alle cromie originali, a base di pigmenti naturali puri (terre ed ossidi) molto diluiti con caseinato d'ammonio al fine di ottenere un valore cromatico unitario.

 

Daniela Valentini-Restauratrice dei Beni Culturali

Fabrizio Iacopini- Restauratore dei Beni Culturali

Giulia Bartolomei - Tecnico del Restauro dei Beni Culturali

Martina Previatello - Restauratrice dei Beni Culturali

Tiziano Lucchesi- Tecnico del Restauro dei Beni Culturali

Alessandro Biagioni-Tecnico del Restauro dei Beni Culturali

Kirill Tarasenko- Tecnico del Restauro dei Beni Culturali

Vitaliana Floresta - Architetto

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