L'Opera

House 110-112 Vo Van Tan è stata costruita tra il 1925 e il 1927 (tardo periodo Khai Dinh e Bao Dai). Lo stile architettonico è tipico dell'Europa occidentale, ma la disposizione dello spazio e della decorazione degli interni è caratterizzata dal pensiero dell'Asia orientale; un insieme di tecniche orientali e occidentali ampiamente viste all'inizio del ventesimo secolo.
Si pensa che la casa abbia avuto almeno tre proprietari e abbia subito diversi progetti di ristrutturazione e restauro nel corso degli anni. L'architettura originale in stile coloniale di influenza francese è in gran parte illesa, ma i motivi decorativi sulle pareti interne e sui soffitti sono quasi completamente nascosti sotto strati di sovrapittura.
Prima di iniziare un’attenta e puntuale indagine allo scopo di individuare il più corretto ed idoneo iter metodologico si è reso necessario fare una generale analisi visiva dell’intero apparato murario. Ovviamente lo stato di conservazione di tutto il ciclo decorativo della Villa risulta fortemente compromesso dalla presenza di due o più strati di scialbo monocromo di natura organica sintetica sovrammessi alla pittura originaria.
Come risulta possibile osservare dalle porzioni di pellicola pittorica descialbata dai precedenti saggi, allo stato attuale si presenta generalmente offuscata da un sottile strato di particellato atmosferico e residui carboniosi e polveri incoerenti. La leggibilità dell’intero apparato iconografico è fortemente compromesso dalle numerose lesioni, microlesioni, abrasioni e grandi lacune dovute sia al naturale deterioramento degli starti di pellicola pittorica che dall’azione antropica atta al riassestamento delle pareti nel tempo ( martellinature , descialbi ,rimozioni di ridipinture, stuccature, applicazione e rimozione di perni ecc.)che hanno generato una sorta di strappo della pittura sottostante e quindi un generale depauperamento dell’impianto decorativo.
Le infiltrazioni d’acqua, principalmente per risalita capillare, condensa e infiltrazioni orizzontale attraverso le pareti esterne, protratte nel tempo hanno dato origine a efflorescenze saline, formazione di solfatazioni (patine bianche) e conseguente polverulenza della pellicola pittorica e possibile esfoliazione della stessa nonché la degradazione di leganti organici, fino anche alla sfaldamento e al distacco del colore.
Gli strati di intonaco sottostanti composti da inerti (sabbia, gesso,) e legati da calce( non si esclude la presenza di argilla) attraverso l’indagine acustica, risultano essere coesi e resistente, indice di buona fattura e ottima scelta delle materia prime .
E’ quindi assolutamente necessario procedere al totale descialbo delle superfici per avere una visione d’insieme e procedere con l’intervento di conservazione e restauro.

Il Restauro

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Cantiere di restauro affreschi ad Ho Chi Minh – Vietnam

Fonte: www.palazzospinelli.org

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Fonte: www.nomesito.it

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