Introduzione Storico Artistica

Palazzo Panciatichi, al cui secondo piano si trova la sala oggetto di intervento di sponsorizzazione, appartiene al complesso Panciatichi-Covoni, di proprietà della Regione Toscana ed attualmente sede del Consiglio Regionale della Toscana, ridenominato palazzo del Pegaso dall’attuale presidente del CRT dott. Eugenio Giani.

Il primo nucleo del palazzo risale alla fine del’300 quando al crocevia fra la via Larga (oggi via Cavour) e via dei Frenai (poi via dei Calderai e infine via dei Pucci) iniziarono i lavori per la fondazione di un nuovo palazzo.

Nel 1621 Bandino di Niccoló Panciatichi acquistò l’edificio per seimila scudi, cifra piuttosto bassa per un edificio di grandi dimensioni, dalle suore del monastero di Santa Caterina al Monte di san Gaggio e da Clarice di Bernardo Capponi in qualità di usufruttuaria.

I Panciatichi erano un nobile casato di origine pistoiese e il ramo dei Panciatichi distintosi a Firenze derivava da un lontano messer Giovanni (1303-1385) che era sempre stato fedele alla repubblica.

Alla fine del 1600 monsignor Bandino Panciatichi, decise di intraprendere un totale rifacimento del palazzo.

Il progetto definitivo fu affidato da un architetto romano, Francesco Fontana.

Gli interni furono completati nel 1697, la decorazione dei soffitti e dei fregi parietali fu affidata a partire dal giugno 1698 a una squadra di pittori appositamente giunta da Roma. Oggi nulla rimane delle pitture parietali mentre si è conservato un cassettonato ligneo dipinto, nell’ambiente limitrofo alla Sala Affreschi al secondo piano.

Nel 1757 per volontà di Bandino, nipote del cardinal Bandino Panciatichi e figlio del suo erede diretto Niccolò, venne effettuato un ulteriore ampliamento in seguito all’acquisto di alcuni edifici su via del Cocomero. Tale ampliamento, progettato dall’architetto Giulio Mannaioni, finalizzato a creare appartamenti da locare, non corrisponde all’attuale edificio che occupa il punto di convergenza tra via de Pucci e via Ricasoli in quanto esso è frutto di una ristrutturazione che nei primi anni del secolo XX portò alla totale demolizione e alla ricostruzione ex novo di quest’ampia porzione di palazzo Panciatichi.

L’erede di Bandino, Niccolò, fu anche collezionista d’arte e pittore dilettante. E’ proprio durante gli anni della sua proprietà, attorno al 1770, che venne affrescata al secondo piano del palazzo la grande sala oggi adibita a sala delle riunioni (Sala Affreschi). La stanza fu decorata con episodi tratti dalla Gerusalemme liberata.

Il non elevato livello delle pitture fa ritenere agli esperti che l’autore debba essere stato lo stesso Niccolò Panciatichi, che appunto si dilettava con i pennelli. Nel 1850 l’edificio venne affittato e il piano terreno fu occupato, oltre che da scuderie e varie botteghe, da un caffè. Il piano nobile ospitava il "Circolo di conversazione dei risorti", mentre il secondo piano fu diviso in due appartamenti privati.

Il 16 maggio 1913 i beni della Società Cattolica furono rilevati dall’Istituto Nazionale di Assicurazione, a cui l’edificio è appartenuto fino al 2004 quando la Regione Toscana è diventata proprietaria dell’intero complesso garantendone un uso unitario. Con Decreto n. 76/2009 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha confermato alla Regione Toscana il vincolo di tutela, dichiarando il complesso composto da Palazzo Panciatichi e Palazzo Covoni-Capponi-Daneo di interesse ai sensi dell’art. 10 Comma 1 del Dlgs 22 gennaio 2004 n.42.

Il palazzo è stato collegato con l’adiacente palazzo Capponi Covoni sfruttando lo scalone d’onore e spostando un portale in pietra serena al primo e al secondo piano in modo da creare una comunicazione con il ripiano dell’attiguo scalone. Attraverso un processo graduale, la destinazione pubblica ha sostituito quella privata, gli uffici hanno preso il posto degli appartamenti.

 

LA SALA AFFRESCHI

La sala Affreschi si presenta come un ambiente di forma quasi quadrata (m. 9,00*9,25) di altezza massima, al di sotto del tavolato, pari a mt. 5,80 e di altezza minima, al di sotto delle travi, pari a mt. 5,26.

Essa si affaccia con una parete sulla prospiciente via de’ Pucci con due finestre dotate di imbotte e presenta sulle restanti tre pareti aperture con cornice in finto marmo. Le superfici delle pareti risultano interamente dipinte mentre il soffitto è costituito da un cassettonato ligneo senza decorazioni tinteggiato di grigio su travi e travetti e di rosso e azzurro sui lacunari.

Le decorazioni della grande sala si possono far risalire agli anni della proprietà di Niccolò di Bandino, 1770-1780. Le pareti presentano pitture raffiguranti quattro scene del poema tassesco Gerusalemme Liberata (1581) privilegiando episodi d’inclinazione elegiaca e pastorale. Molti erano gli esempi cui poteva attingere il pittore, da Sebastiano Ricci a Gian Battista Tiepolo. Esisteva inoltre l’edizione della Gerusalemme liberata illustrata dal Piazzetta, pubblicata a Venezia nel 1745. L’artista cerca di tradurre le pagine del Piazzetta in immagini più grandi ma non sempre con i risultati sperati. Nel complesso, infatti, le scene appaiono frammentarie, le sproporzioni delle figure e la legnosità delle membra e, più in generale, il non elevato livello delle pitture, fanno ritenere agli esperti che l’autore debba essere stato lo stesso Niccolò Panciatichi, collezionista d’arte e pittore dilettante. Nella parete SUD troviamo l’episodio della “Morte di Clorinda colpita da Tancredi”, nella parete OVEST l’Idilliaco soggiorno di Rinaldo e Armida alle Isole Fortunate, nella parete NORD l’episodio di “Erminia tra i pastori” e infine nella parete EST il Corpo esanime di Argante, ucciso da Tancredi che, addormentato in un bosco, è creduto morto da Erminia e dal fido esploratore Vafrino. Le scene, al di sotto delle quali vi è una elegante zoccolatura con riquadri monocromi ombreggiati e uno zoccolino in finto marmo di colore verde, sono delimitate da una cornice.

News

progetto restauri di Sala Affreschi

Fonte: www.consiglio.regione.toscana.it

al Via al Restauro della Sala Affreschi

Fonte: www.consiglio.regione.toscana.it

Conferenza Stampa

Fonte: www.gonews.it

OpenDay Sala Affreschi Cantiere Scuola

Fonte: www.palazzospinelli.org

Corso estivo di restauro affreschi - Sala Affreschi Palazzo Panciatichi

Fonte: www.palazzospinelli.org