Restauro Paramenti Murari – Oratorio Sant’Antonio Abate – Perugia – staff

RESTAURATORI

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Daniela Valentini Palazzo Spinelli
Giulia Bartolomei Palazzo Spinelli
Martina Previatello Palazzo Spinelli

COLLABORATORI RESTAURATORI

Antonia Panico Palazzo Spinelli
Silvia Basile Palazzo Spinelli
Kirill Tarasenko Palazzo Spinelli

Restauro Paramenti Murari – Oratorio Sant’Antonio Abate – Perugia – progetto

Progetto

  • Preconsolidamento delle scaglie di pellicola pittorica decoese con iniezioni a tergo di caseinato d'ammonio eventualmente caricato, a seconda dell'entità del distacco, con calce idrata . successivo tamponamento della superficie con spugne naturali imbevute d'acqua deionizzata, interponendo fogli di carta giapponese; rimozione della carta, a conclusione del tempo di adesione, con spugne e cotone imbevute d'acqua deionizzata.

 

  • Pulitura della superficie pittorica precedentemente trattata e consolidata mediante: rimozione del particellato solido depositato con spugne naturali imbevute d'acqua deionizzata; applicazione di una strato di carta giapponese di idonea grammatura, a contatto della superficie dipinta e stesura a pennello di resine scambiatrici di ioni di tipo   anionico ad effetto desolfatante per l'eliminare le patine biancastre; nell'eventualità si riscontrasse sulla superficie la presenza di sali carbonati si dovranno utilizzare resine scambiatrici del tipo cationico appositamente miscelate con sepiolite o Arbocel BWW40 (al fine di ottenere un ph idoneo i tempi di contatto sulla superficie verranno stabiliti di volta in volta sulla base dei saggi preliminari); rimozione delle resine a scambio ionico mediante spugne naturali o ovatta imbevuti d'acqua deionizzata. Qualora si riscontrassero patine di materiale organico o stesure di fissativi applicati in precedenti restauri, si procederà all’applicazione di impacchi costituita da pasta di cellulosa, sepiolite e ammonio carbonato o bicarbonato, previa effettuazione di saggi per valutare l’esatta composizione degli impacchi stessi.

 

  • Effettuazione di una puntuale indagine acustica e relativa mappatura su grafici per determinare l’entità dei distacchi fra gli strati preparatori della pittura.

 

  • Consolidamento dell'intonaco pittorico che presenta e vistosi sollevamenti dal   supporto tramite iniezioni di una malta idraulica minerale priva di sali; successiva riadesione dell'intonaco tramite piccoli puntelli lignei tenuti in essere sino al completamento del processo di idrolisi.

 

  • Rimozione, laddove non sia possibile il consolidamento dell’intonaco fatiscente (vedi parte bassa perimentrale) rimozione dell’intonaco e reintegrazione della lacuna con malta lacune con una malta composta da grassello di calce e sabbia di granulometria idonea.

 

  • Integrazione pittorica delle lacune del testo pittorico tramite più velature sensibilizzate alle cromie originali, a base di pigmenti naturali puri (terre ed ossidi) molto diluiti con caseinato d'ammonio al fine di ottenere un valore cromatico unitario.Laddove risulterà possibile la riconducibilità del disegno , tanto nelle   microlacune tanto in quelle macro, si provvederà alla reintegrazione sempre secondo le indicazioni impartite dalla DD. LL.

 

 

Restauro Paramenti Murari – Oratorio Sant’Antonio Abate – Perugia – introduzione

Introduzione Storico-artistica

L’oratorio di Sant’Antonio Abate si trova nel centro storico di Perugia, nel Borgo Medievale di Sant’Antonio attualmente conosciuto come corso bersaglieri. la confraternita dei “civici disciplinati” di Sant’Antonio Abate è stata fra le più antiche presenti in città, se ne hanno notizie a partire dai primi decenni del 1300. l’ospedale ad essa collegato è menzionato fin dal 1340 col nome di “hospitale disciplinatorum sancti antonii”. L’oratorio della confraternita ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli ma si presume che la struttura originaria risalga al periodo compreso tra il XIII e il XIV secolo.

L’interno è uno spazio a sala di forma rettangolare irregolare di circa 7.00 metri per 12.00 coperto da una volta a botte ribassata semiellittica  con otto lunette e unghiature. L’imposta della volta è evidenziata da una cornice a rilievo che corre su tre lati mentre sulla parete di fondo è semplicemente dipinta. In questa stessa parete, inoltre, è visibile la sagoma del vecchio altare ligneo cinque-seicentesco ora scomparso. Le due porte di legno dipinto poste in prossimità della parete di fondo sono settecentesche, quella sul lato lungo accede ad una piccola sacrestia  attualmente non praticabile per un dissesto della volta di copertura; l’altra porta è murata. La pavimentazione, rialzata rispetto al piano stradale, è interamente costituita da pianelle in cotto, di forma rettangolare fatte a mano, posate su strato incoerente di terra e detriti e poste a spina di pesce in diagonale, per tutto lo spazio centrale, tranne due fasce laterali di circa 1 metro con pianelle disposte a correre lungo i lati lunghi.

L’ambiente è interamente decorato. Sulla retrofacciata è possibile ammirare un’interessante crocefissione cinquecentesca, dipinta a fresco, della scuola del perugino. Ai lati del cristo in croce si distinguono i santi bernardino da siena e girolamo.

L’oratorio subì un importante ristrutturazione nel 1735. Agli anni successivi risalgono tutte le altre decorazioni delle pareti e della volta.

Sulla volta, le interessanti quadrature prospettiche, opera del perugino pietro carattoli (1703-1766), producono una mirabile illusione architettonica che sfonda le pareti della volta moltiplicando illusionisticamente lo spazio per dare massimo risalto all’ascesa in cielo di sant’antonio abate in mezzo ad un tripudio colorato di angeli festanti. Il santo anacoreta è vestito con abiti pastorali e alcuni angeli afferrano e trasportano i simboli iconografici del santo: il bastone, il campanello, la regola e il fuoco. Le pregevoli figure sono opera del pittore perugino di origini marchigiane francesco appiani (1704-1792).

Le 8 lunette della volta ornate da volute, ricci floreali e vegetali con frutta che, in modo alternato, decorano finti paramenti architettonici con scudi e vasi rocaille su pseudo basamenti con teste di angeli. Tali decorazioni, come le quadrature delle pareti laterali, i riquardi e le varie decorazioni d’arredo, sono opera del pittore perugino nicola giuli (1722-1780).

I 4 riquadri ovali, verso i lati più corti dell’oratorio, dipinti in chiaroscuro sono scene allegoriche che simboleggiano la fortezza cristiana e la religione (verso la controfacciata) la penitenza e la carità (parete di fondo). Le due scene, sempre in chiaroscuro, al centro delle pareti laterali, racchiuse tra ricche cornici ornamentali, rappresentano scene della vita di sant’antonio abate e in particolare la morte del santo tra le braccia di due accoliti a destra e il miracolo della fonte d’acqua che compare dalle rocce del deserto sono tutte opera di francesco appiani.

Sulla parete di fondo dell’oratorio è visibile l’impronta lasciata dallo smontaggio del vecchio complesso d’altare cinque-seicentesco che verso la fine del XVIII secolo venne spostato nella chiesa di sant’antonio abate sempre in corso bersaglieri e ancora oggi visibile.

 

 

Restauro Paramenti Murari – Oratorio Sant’Antonio Abate – Perugia – stato di conservazione

Stato di Conservazione

L’intero ambiente ha una buona consistenza strutturale. La volta non presenta problemi strutturali evidenti e può considerarsi complessivamente in buono stato. È visibile una profonda fessurazione verticale in corrispondenza dell’angolo sinistro in prossimità dell’ingresso di sinistra e lungo quasi tutto l’arco di volta in controfacciata. La fessurazione sembra avere un origine lontana nel tempo. La causa potrebbe essere un meccanismo di collasso della muratura con principio di ribaltamento della parete in direzione perpendicolare al proprio piano. Tale il cinematismo sembra però interrotto e stabilizzato da molto tempo. Sono presenti altre fessure e crepe diffuse di scarsa importanza strutturale.

Il ciclo pittorico settecenteso presente sui lati lunghi dell’oratorio e sulla parete di fondo, dipinto con tecnica a secco, tempera su intonaco, ha subito nel tempo danni di varia natura, meccanica, naturale e deperimento fisiologico dei materiali. Nella parte bassa delle pareti e sugli angoli sono visibili danni diffusi da compressione e sfregamento e distacchi e mancanze d’intonaco causati dall’umidità di risalita dal pavimento. Nella parte alta, direttamente sotto la cornice d’imposta della volta, sono presenti vistose e diffuse abrasioni da sfregamento in direzione orizzontale localizzate per quasi tutta la lunghezza della parete e distacchi diffusi della pellicola pittorica in particolare in corrispondenza dei riquadri dipinti e delle scanalature dei fusti e dei capitelli delle finte paraste. Un discorso a parte va fatto sul dipinto cinquecentesco con tecnica a fresco sulla controfacciata. Le figure sono ancora ben distinte e visibili sotto la patina dell’ossidazione del tempo e della polvere, è però evidente un grave e diffuso rigonfiamento dovuto al distacco dell’intonaco dalla parete, tale da mettere in serio pericolo la stabilità dell’intero dipinto. La parete di fondo presenta le stesse problematiche delle altre pareti amplificate dalla visione della zona di mancanza della vecchia macchina d’altare. La volta è complessivamente in buono stato, soprattutto nella zona centrale con la scena del trionfo in cielo di sant’antonio. Il colore delle tempere è ancora molto uniforme ed elegante ma presenta microfratture diffuse della patina colorata e distacchi localizzati. Sono visibili diverse zone limitate e circosritte con mancanze complete d’intonaco.

Interessanti sono le due porte in legno a due ante dipinte stile settecento l’una di accesso alla piccola sacrestia e l’altra ad un vecchio passaggio di comunicazione con un ambiente attiguo ora murato.

La pavimentazione in campigiane di cotto fatte a mano è complessivamente in buono stato di conservazione.